Sabba (The Winner, XFactor…) si racconta
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06/12/2021 | lorenzotiezzi
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Sabba è il vincitore di The Winner Is, talent canoro condotto da Gerry Scotti su Canale 5 e è stato finalista insieme ai TheSuper4 di XFactor Romania. Ecco l'intervista rilasciata dal cantante che attualmente è nel muro umano di All Togheter Now.
Partiamo dalle tue origini. Chi è Sabba per Sabba?
Sabba è un cantautore curioso e libero, che ama sperimentare senza limiti e che odia sentirsi addosso questa o quella etichetta.
Uno dei tuoi primi traguardi importanti nella musica è la partecipazione a The Winner Is. Come sei arrivato a quel programma?
Dopo un periodo davvero difficile di rottura con la mia band, Gli Incensurabili, e il furto subito nel nostro project studio, ricevo una chiamata rispetto alla quale nei primi tempi ero scettico, non solo perché impaurito dal mondo della televisione ma anche perché avevo perso fiducia in me stesso, arrivando a dire a me stesso che avrei smesso. Per fortuna le cose sono andate in un'altra direzione: vincendo The winner is ho ritrovato la forza di rimettermi in discussione e ricominciare a coltivare i miei sogni fino a diventare un professionista.
Poco prima dell'estate hai pubblicato “Loop”. Le parole dei tuoi testi sono intime, personali, a tratti travolgenti. Cosa vuoi trasmettere a chi ti ascolta?
Non mi pongo alcun obiettivo quando scrivo, lo faccio perché per me scrivere un testo è come fare terapia. La musica è la mia terapia. Nel caso di “Loop” la magia è successa quando i fan che ascoltavano la canzone hanno fatto proprio il messaggio del ritornello: “prova a sorridere fino a farla diventare un'abitudine”. E' stata scritta in un momento difficile, quello del lockdown, perciò credo che contenga un messaggio di cui avevamo bisogno un po' tutti. “Loop” è una delle canzoni di cui vado più fiero ed orgoglioso.
La qualità della tua voce è evidente, hai frequentato qualche scuola di canto o al contrario sei autodidatta?
Sono un autodidatta. Ho studiato per brevi periodi con diversi insegnanti, ma alla fine ho sempre scelto una strada personale. Sono un istintivo e non reggo facilmente l'idea di avere degli schemi o delle pratiche da seguire ossequiosamente. Già aver cominciato a riscaldare la voce con degli esercizi prima di ogni performance, mi sembra un grande passo per uno come me. Ovviamente scherzo.
Quali sono i punti di riferimento di Sabba nella musica?
Il blues, che è il motivo per cui ho cominciato a fare musica. Il rock, perché è uno stile di vita. Il cantautorato italiano, perché credo che abbiamo avuto, e ancora abbiamo, una grande scuola nel nostro Paese. Basta saper scegliere chi ascoltare, di gente figa ce n'è tanta, anche se resto dell'idea che senza una conoscenza del grande cantautorato italiano del passato, non abbia senso parlare di quello di oggi.
Ci regalerai un disco?
Ne dubito. Ci ho pensato, spesso, spessissimo, in questi ultimi anni.
Ma alla fine mi dico sempre che finché non trovi qualcuno che creda fortemente in te, che voglia finanziare il tuo lavoro, creando un team a supporto della tua musica e del tuo lavoro, non abbia molto senso, se guardiamo al mercato musicale odierno.
Partiamo dalle tue origini. Chi è Sabba per Sabba?
Sabba è un cantautore curioso e libero, che ama sperimentare senza limiti e che odia sentirsi addosso questa o quella etichetta.
Uno dei tuoi primi traguardi importanti nella musica è la partecipazione a The Winner Is. Come sei arrivato a quel programma?
Dopo un periodo davvero difficile di rottura con la mia band, Gli Incensurabili, e il furto subito nel nostro project studio, ricevo una chiamata rispetto alla quale nei primi tempi ero scettico, non solo perché impaurito dal mondo della televisione ma anche perché avevo perso fiducia in me stesso, arrivando a dire a me stesso che avrei smesso. Per fortuna le cose sono andate in un'altra direzione: vincendo The winner is ho ritrovato la forza di rimettermi in discussione e ricominciare a coltivare i miei sogni fino a diventare un professionista.
Poco prima dell'estate hai pubblicato “Loop”. Le parole dei tuoi testi sono intime, personali, a tratti travolgenti. Cosa vuoi trasmettere a chi ti ascolta?
Non mi pongo alcun obiettivo quando scrivo, lo faccio perché per me scrivere un testo è come fare terapia. La musica è la mia terapia. Nel caso di “Loop” la magia è successa quando i fan che ascoltavano la canzone hanno fatto proprio il messaggio del ritornello: “prova a sorridere fino a farla diventare un'abitudine”. E' stata scritta in un momento difficile, quello del lockdown, perciò credo che contenga un messaggio di cui avevamo bisogno un po' tutti. “Loop” è una delle canzoni di cui vado più fiero ed orgoglioso.
La qualità della tua voce è evidente, hai frequentato qualche scuola di canto o al contrario sei autodidatta?
Sono un autodidatta. Ho studiato per brevi periodi con diversi insegnanti, ma alla fine ho sempre scelto una strada personale. Sono un istintivo e non reggo facilmente l'idea di avere degli schemi o delle pratiche da seguire ossequiosamente. Già aver cominciato a riscaldare la voce con degli esercizi prima di ogni performance, mi sembra un grande passo per uno come me. Ovviamente scherzo.
Quali sono i punti di riferimento di Sabba nella musica?
Il blues, che è il motivo per cui ho cominciato a fare musica. Il rock, perché è uno stile di vita. Il cantautorato italiano, perché credo che abbiamo avuto, e ancora abbiamo, una grande scuola nel nostro Paese. Basta saper scegliere chi ascoltare, di gente figa ce n'è tanta, anche se resto dell'idea che senza una conoscenza del grande cantautorato italiano del passato, non abbia senso parlare di quello di oggi.
Ci regalerai un disco?
Ne dubito. Ci ho pensato, spesso, spessissimo, in questi ultimi anni.
Ma alla fine mi dico sempre che finché non trovi qualcuno che creda fortemente in te, che voglia finanziare il tuo lavoro, creando un team a supporto della tua musica e del tuo lavoro, non abbia molto senso, se guardiamo al mercato musicale odierno.
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