Intervista a Camilla Ugolini Mecca autrice de “Il destino dell’onda”

Intervista a Camilla Ugolini Mecca autrice de “Il destino dell’onda”

L'autrice Camilla Ugolini Mecca è nata Verona il 1971, è laureata in Lettere Moderne, oltre a essere una scrittrice svolge la professione di Counselor e Facilitatrice in Costellazioni Familiari e Sistemiche. Il suo ultimo libro è intitolato “Il destino dell'onda” e si racconta in questa intensa intervista.
 
Chi è Camilla Ugolini Mecca oltre la scrittura?
Difficile rispondere a questa domanda, almeno per me. Potrei rispondere dicendo che innanzitutto sono una madre, oppure descrivendo la professione che svolgo... ma non risponderei alla domanda su 'chi sono'. Forse potrei avvicinarmi ad una risposta autentica dicendo che sono una persona che ha bisogno di scoprire il senso profondo delle esperienze. Credo che questo sia il vero filo conduttore della mia esistenza, la ricerca che anima tutto ciò che vivo.
 
Ha collezionato diversi riconoscimenti in campo letterario e ha pubblicato diversi libri, qual è l'opera che l'ha consacrata come scrittrice?
Credo che il vero inizio sia rappresentato da “Il paradiso è un cul-de-sac”, un lungo racconto pubblicato nel 2007 da Fara Editore. È tuttora un racconto a cui sono davvero molto affezionata e che forse ha costituito il germe de “Il destino dell'onda”, che è il mio primo romanzo. Quest'ultimo di certo costituisce una svolta per me, perché per la prima volta posso parlare di ciò che scrivo ed esistono lettrici e lettori con cui interagisco.
 
'Il destino dell'onda” è il suo ultimo lavoro, affronta temi universali come il dolore e l'amore, ci parli dei quattro protagonisti.
Helène, Bianca, Karim e Clara sono persone con un passato da integrare, con un presente fragile e un futuro da scoprire. È come se fossero rotti, da qualche parte, e in questo sono molto, molto umani. Perché in fondo, chi di noi non presenta qualche frattura? Ecco, i quattro protagonisti sono colti proprio nel punto della loro frattura personale, e partono da lì per ritrovarsi, per rivedersi negli occhi degli altri. Sono disponibili a questo tipo di umiltà. I loro reciproci incontri, per quanto apparentemente fortuiti, costituiscono la spinta per un cambiamento di visione della propria vita, e della vita in generale.
 
Quando il destino di una persona incrocia quello di un essere umano cosa accade veramente?
Penso che gli incontri fra le persone non siano mai casuali. Specialmente gli incontri in cui si intuisce la possibilità di una profonda intimità. Se si consente che questa intimità fiorisca, l'incontro rappresenta sempre una immensa possibilità di evoluzione. Di conoscenza di sé, di maturazione. Molto spesso le persone temono l'intimità, perché costringe a mostrare parti di sé molto delicate, spesso ferite. Temono di franare, di perdersi. I quattro personaggi del mio libro, pur essendo persone molto diverse fra loro, riescono ad entrare nella dimensione intima e le loro vite cambiano in modo irreversibile.
 
Ci parli delle scatole temporali.
Ho costruito la narrazione attraverso alcuni salti nel passato, prossimo e remoto, perché in fondo penso che noi tutti siamo simili a scatole temporali. Abbiamo un passato che condiziona il nostro presente, che lo plasma, quindi potremmo dire che il passato è una specie di scatola insita nel presente. E il futuro ci attrae, ma non sappiamo assolutamente cosa possa contenere. Volevo offrire il senso di tutto questo, mostrare come il presente dei personaggi - come quello di tutti noi - avesse bisogno di una decrittazione offerta dalla loro storia passata.
 
Qual è il disegno rivelatore che unisce ogni personaggio del libro?
Forse non esiste un solo disegno, forse ogni lettrice, ogni lettore ne potrà intuire uno diverso. Quello che sento io e che ho cercato di trasmettere attraverso questa storia è che i destini delle persone sono connessi, a volte per sempre. E il filo rosso che percorre i destini dei personaggi del libro è rappresentato da un apprendimento sentimentale. Quale che sia l'oggetto d'amore di questo apprendimento - che sia un altro essere umano oppure Dio - poco importa: ciò che conta è il processo e la disponibilità ad essere autentici con sé stessi.
 
I protagonisti fuggono da paure, delusioni e fallimenti ma alla fine troveranno la pace?
Penso che la pace sia un attrattore potentissimo, e come tale tendenzialmente infinito.  Quella dei quattro protagonisti non è una pace definitiva, questo è certo, è piuttosto una resa.  A questo termine spesso si attribuisce un senso negativo, ma per me significa riuscire a smettere di confliggere. Questo richiede molto coraggio. Ed è la via per la pace. I quattro personaggi cedono le armi di fronte a sé stessi, prima che agli altri. Smettono di lottare con il proprio passato, con il dolore che lo accompagna. Smettono di trattenere idee, modi di essere, persone. Abbracciano ciò che è accaduto per ciò che è e così si riaprono al mondo.
 
Quali sono i suoi prossimi progetti? Come si vede tra dieci anni?
Ho iniziato a scrivere un nuovo libro, a cui tengo particolarmente e che mi impegnerà credo per un po' di tempo. E voglio riprendere altri due testi che avevo interrotto. Fra dieci anni.... Sembrano davvero lontanissimi, ma non lo sono affatto! Per prima cosa mi vedo vivere vicino al mare. Mi immagino continuare ad avere idee e progetti di scrittura. E sono felice nell'immaginare di poter condividere ciò che scrivo con chi avrà il piacere di leggermi.
 
Contatti
https://www.instagram.com/camilla_ugolinimecca/?hl=en
https://m.facebook.com/Il-destino-dellonda-105506158264919/
https://ilfaloeditore.com/
 
Link di vendita online
https://ilfaloeditore.com/il-destino-dellonda/
https://www.ibs.it/destino-dell-onda-libro-camilla-ugolini-mecca/e/9788894614831
 

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